Presenze nell’oasi naturalistica

Presenze nell’oasi naturalistica

La zona umida della Tomina è diventata nel corso degli anni un serbatoio di biodiversità. La sua presenza favorisce la sosta e la riproduzione dell’avifauna e non solo. Non vi dovete meravigliare di trovare diverse coppie di fagiani che “pascolano” tranquillamente sul prato antistante il ristorante e poco lontano, vedere una lepre che corre libera velocemente. Del resto, anche se bisogna saper scegliere i momenti e anche avere un po’ di fortuna, qui le presenze non mancano davvero.
Sentite cosa dice a proposito il mio amico Carlo Giannella grande ornitologo e profondo conoscitore di queste zone:

Importanza dell’avifauna nelle Valli di Mortizzuolo

Le zone umide sono considerate un serbatoio di diversità, la loro presenza favorisce inoltre la sosta e la riproduzione della avifauna. Queste aree rappresentano dei veri e propri”autogrill” lungo le rotte migratorie per migliaia e migliaia di uccelli. Le migrazioni sono un fenomeno che si ripete in continuazione da oltre 15.000 anni, due volte l’anno: una prima volta porta i migratori verso sud verso i quartieri di svernamento dopo essersi riprodotti, ed una seconda volta verso nord appena finito l’inverno per tornare ai territori natii. Questo fenomeno implica un sforzo gigantesco per questi viaggiatori, siano essi grandi come i cigni o minuscoli come i regoli, pesanti solo 6 grammi.  E’ importante, quindi, che questo popolo migratore trovi lungo queste rotte delle aree idonee dove sostare con tranquillità, ricostruire le riserve di grasso per effettuare un ulteriore volo migratorio. Una di queste aree strategiche è rappresentata dalle valli di Mortizzuolo dove alcune aziende agricole, con una visione lungimirante, hanno investito ritirando i loro terreni dalla produzione e ricreando zone umide, grazie ai contributi comunitari.    Questo processo iniziato alcuni anni orsono, solo dopo pochi anni ha fornito risultati molto soddisfacenti tanto che ora le Valli di Mortizzuolo  sono uno degli “hot-spot” dove effettuare birdwatching in Italia. Grazie alla moltitudine di ambienti che si sono venuti a creare è possibile osservare una grande varietà di uccelli; attualmente, a seguito di approfondite ricerche, ne sono state segnalate 310, delle quali ben 93 sono considerate di interesse comunitario e 122 di interesse conservazionistico secondo la classificazione di BirdLife International.

E’ possibile osservare durante tutto il corso dell’anno il Tarabuso, una airone dalle abitudini schive con un profondo richiamo, l’affine Tarabusino, e tutte le altre specie di aironi.  Sono stati segnalati quasi tutti i rapaci diurni, tra cui i rarissimi: Grillaio e Falco cuculo, ambedue nidificanti; sono state segnalate tutte le albanelle tra cui Falco di palude ed Albanella minore sono nidificanti. Non sono rare le presenze dell’Aquila minore, dell’Aquila anatraia maggiore e dell’Aquila di mare. Una costante presenza è rappresentata dal Falco pellegrino, facilmente osservabile mentre caccia anatre e colombacci. Non rara in estate la presenza del Biancone, un’aquila che si nutre esclusivamente di serpenti. Sono segnalate tutte le specie di anatre ed oche comuni in Italia, tra cui Germano reale, Marzaiola, Mestolone, Marzaiola e Moriglione nidificanti, irregolare la riproduzione della  Canapiglia e della Volpoca, più rara la Moretta tabaccata, una piccola anatra tuffatrice color mogano in forte rarefazione in tutto il suo areale. Numerosissime le presenze dei cosiddetti limicoli, piccoli uccelli che zampettano nelle acque basse alla ricerca di piccoli vermi. Essi provengono principalmente dalla tundra artica ed hanno direzione le spiagge dell’Africa occidentale e meridionali, molto comuni nei periodi adatti sono: piovanelli e gambecchi di numerose specie, pantane, totani mori, pettegole, piro piro  piccoli e piro piro culbianchi, albastrelli, chiurli, con alcune specie molto numerose tanto che le valli di Mortizzuolo rappresentano una delle loro aree più importanti in Italia, queste sono: Pavoncella (nidificante), Piviere dorato, Combattente, Pittima reale e Piro-piro boschereccio e due leggiadri limicoli dalle zampe lunghissime: Cavaliere d’Italia e Avocetta, ambedue nidificanti.  Le vasche ospitano inoltre la colonia più importante italiana di Mignattino piombato. Le sponde ricoperte da folta vegetazione ospitano comunità dei Rallidi e Passeriformi. I culmi delle cannucce e delle tife ospitano da fine aprile a fine agosto-settembre: cannareccioni, cannaiole, forapaglie, salciaiole ed altre specie che vivono tra la folta vegetazione rivierasca quali: Pendolino e Migliarino di palude ed il meraviglioso Pettazzurro, un parente stretto dell’ Usignolo, ma dal vistoso petto azzurro presente nel maschio. Inoltre i folti canneti ospitano durante le migrazioni un ottimo  dormitorio per migliaia di rondini, topini, balestrucci, cutrettole e storni durante gli assembramenti premigratori. I prati limitrofi alle vasche sono visitati regolarmente da stormi di gru, cicogne bianche, centinaia di aironi guardabuoi, aironi bianchi maggiori e migliaia di pavoncelle e pivieri dorati. Non mancano sicuramente le rarità, anzi le Valli di Mortizzuolo rappresentano una delle aree italiane nelle quali è possibile fare incontri di un certo rilievo: Averla bruna, Cannaiola di Jerdon, Cannaiola di Blyth, Piovanello pettorale (2 volte), Usignolo maggiore, Cigno minore sono alcune di queste perle.  Non raro l’incontro con la Volpe.
Carlo Giannella
“E alla fine, se vi capiterà di uscire di sera al buio dallo stradello che conduce alla Tomina, fate attenzione a non investire la volpe che potrebbe attraversarvi improvvisamente la strada.”